Si crede profondamente che per prendere le migliori iniziative negli interessi dei cittadini i nostri parlamentari (tutti inclusi, ma particolarmente questo appunto è indirizzato a coloro che militano in “Per l’Italia”) non debbano “fare gli struzzi” o non rendersi conto che viviamo nel 2014, ma prendere atto dell’attuale sociale e di ciò che lo compone senza porre “ostinati paletti” alla vita quotidiana. I paletti rendono il tragitto della vita un percorso difficile e val senz’altro più la pena trovare soluzioni a qualcosa che esiste piuttosto che asserire “che non dovrebbe esistere”. Il nostro discorso è finalizzato a dare una risposta a Mario Sberna deputato di “Per l’Italia” che asserisce in modo alquanto assurdo che il gioco non dovrebbe esistere, che la pubblicità sul gioco pure, e che lui auspica una maggiore tassazione sul settore e che questo “non provocherebbe” una ricaduta nel gioco illegale.

Si è certamente contenti che qualcuno “sia così illuminato”, ma si vorrebbe ricordare che il mondo del gioco d’azzardo esiste “già da un po’”, che lo Stato ha provveduto a renderlo legale per rispondere a richieste dei cittadini, che lo ha reso legale “ottenendo” risorse impensabili per il proprio Erario, e che è un assoluto errore, ai nostri tempi, eliminare la pubblicità sul gioco, ma anzi è proprio il caso di “proporla, ma in modo congruo” al fine di rendere i giocatori consapevoli di quanto potrebbero “incrociare” se consapevoli non fossero. Questo vorrebbe dire “vivere nel 2014”…