intoppo gioco d'azzardo

Neppure quando si parla di qualcosa di positivo e sociale che riguarda il mondo del gioco d’azzardo non ci si scontra con qualche intoppo: che sia di ordine morale poi, ancora peggio visto che “morale” è un termine che con l’azzardo per taluni proprio non c’entra. Visto che il mondo-gioco sembra in evoluzione e che la sua ristrutturazione e la sua riforma dovrebbero essere prossimi ad attuarsi (anche se le riserve esistono senz’altro), sembrava arrivato il momento per introdurre la “tassa di scopo”, da applicarsi appunto al comparto del gioco pubblico.

Ma come si diceva un tempo “Si sono fatti i conti senza l’oste” e questo fa comprendere che ormai è evidente che ad una innovazione del comparto dei casino online migliori italiani non si è ancora completamente pronti: tanto meno ad una tassa presa da un settore “demoniaco” come quello del gioco. Nonostante le buone intenzioni dimostrate, qualche tempo addietro, dal Governo e malgrado alcune ricerche vedrebbero di buon occhio il ricorso ad un sistema fiscale di questo indirizzo, si deve arrivare alla conclusione, purtroppo, che questa soluzione non fa per il nostro Paese. Basti vedere l’indignazione generale che è seguita alla presentazione del nuovo sponsor della Nazionale di calcio, rappresentato da un bookmaker italiano che ha fatto gridare da più parti allo scandalo, ed anche a gran voce.

Questo grido si è fatto sentire da un bel pezzo del Parlamento e da buona parte dei media nazionali che, quando si parla di gioco pubblico… sembrano dei “bimbetti che sguazzano nelle pozzanghere”. Felici di lanciare strali contro questo comparto sono stati probabilmente gli stessi che qualche giorno fa hanno applaudito al percorso che ha effettuato il sistema britannico raggiungendo risultati sportivi ragguardevoli, nel corso degli anni, a mezzo del finanziamento allo sport che avviene mediante un fondo speciale creato proprio con i proventi dei “giochi d’azzardo”. Quindi, Regno Unito bene e lodato, Italia combattuta e criticata, magari per la medesima iniziativa. Sembrava fosse veramente arrivato un tempo maturo per provare a portare avanti anche qui, nel nostro Paese, una soluzione similare: probabilmente, è proprio questo il discorso che è stato fatto in casa Intralot proponendo la sponsorizzazione della Nazionale. E lo stesso devono averlo pensato anche i rappresentanti della Figc, dove non ci sono state problematiche nel raggiungere l’accordo di sponsorship con un bookmaker, visto che questo già accade con tante altre squadre di calcio…

Non casualmente, il Presidente Tavecchio ha difeso a spada tratta l’accordo raggiunto con la società di scommesse, sottolineando che non “vi si trova nulla di amorale nè di anti-etico” nella nuova sponsorship. L’accordo è basato su una “comunione di intenti” dei protagonisti di questo contratto relativo alla esaltazione di alcuni valori e principi che entrambi si sono prefissati di raggiungere nel sociale. Ma questo non è abbastanza, “non s’ha da fare”, non almeno con la Nazionale forse per la visibilità che il brand di scommesse avrebbe sui giovani che come si sa seguono di cuore gli Azzurri negli allenamenti e nei ritiri e perché questo accordo risulterebbe “incoerente” visto che promuoverebbe un’attività vietata ai minori attraverso la Nazionale di Calcio che dovrebbe trasmettere loro appunto un ideale.