Sembrava che, finalmente, fosse arrivata un poco di tranquillità per il settore ippico e che con “l’avvento” della Delega Fiscale e l’arrivo del nuovo ministro Maurizio Martina gli animi degli operatori ippici avrebbero “tirato un sospiro di sollievo”: è bastato sedersi ad un tavolo con Mipaaf e le associazioni degli ippodromi per far ripiombare tutto nel baratro. Il tema della convenzione 2014, ed i conguagli 2012 e 2013 hanno fatto riemergere le spaccature pregresse e messo in discussione i 60milioni di euro che spettano agli ippodromi nell’anno attuale. La discussione si è quindi “stoppata” a metà dopo che Federippodromi, Uni e Asi hano abbandonato il tavolo della discussione “minacciando” un blocco dell’attività ippica a partire dal 5 maggio. Quindi il lato agricolo e allevatoriale del comparto non ha ancora certezze su cui appoggiarsi almeno per quanto riguarda il lato economico delle risorse e questo è veramente un grave, gravissimo danno se non si trova un accordo e sopratutto se “i toni non si abbassano”.

Maurizio Martina ha tutta l’intenzione di dare nuovo impulso al settore -e noi diremo finalmente dato che questo stupendo comparto della nostra “eccellenza” italiana è stato relegato per troppo tempo in “angoli bui”- cercando di conferire al’ippica una nuova immagine “pulita” che scacci quella negativa che ultimamente l’aveva pervasa, e vuole fare tutto questo attraverso un rilancio delle corse e delle attività all’interno degli ippodromi che coinvolga tutti gli operatori, nessuno escluso. Resta, però, la questione risorse a pesare… e forse i buoni propositi non sono sufficienti e neppure la buona volontà: ci sono parte di risorse del 2012 ancora da pagare e quelle dei primi mesi del 2013 da riscuotere….